La mediazione familiare come approccio preventivo all’esasperazione del conflitto.

ALTA FORMAZIONE INSERITA NEL PROGETTO

Premessa

Nata negli anni 70 nel mondo anglosassone e portata in Italia dal Prof. Scaparro (tra gli altri), la mediazione familiare è un approccio alle separazioni fortemente conflittuali, caratterizzato da una nuova visione del conflitto, inteso non come patologia ma come componente fisiologica dell’iterazione umana, segnale di cambiamento, stimolo alla attivazione di potenzialità riparative e ricostruttive dell’individuo che, se opportunamente sostenute e stimolate, possono consentire di superare costruttivamente la crisi. Diventa quindi importante imparare a gestire il conflitto, per evitare che si trasformi in una possibile forma di maltrattamento: l’abuso da cattiva separazione.

Chi si occupa di mediazione è quindi un tecnico di gestione del conflitto e del cambiamento, la mediazione stessa è gestione del cambiamento, basata su due assunti fondamentali

  • piena fiducia nelle capacità di autoripresa dei genitori che, pur presentandosi come due “mostri” tutti presi a “farsi la guerra”, grazie all’intervento di un terzo neutrale, che non patteggia e che non si fa strumentalizzare, possono riprendere le comunicazioni e individuare insieme le decisioni migliori per il benessere proprio e dei propri figli;
  • responsabilizzazione dei genitori che, in un percorso caratterizzato da scontri, lotte e sofferenze quale quello della separazione coniugale altamente conflittuale, attraverso la mediazione familiare possono prendere direttamente le migliori decisioni come genitori dei propri figli, senza delegarle ad altri ed essendo pienamente consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni, sia costruttive che distruttive.

Questo è possibile perché i partecipanti alla mediazione scelgono volontariamente di collaborare, stimolati dal mediatore che non si impone, perché il potere del mediatore è scarso: è una figura provvisoria (esiste in virtù della presenza dei due genitori), non ha compiti decisionali (le decisioni vengono prese dai genitori), non fa valere la propria esperienza (gli esperti dei bambini sono solo i loro genitori), ma piuttosto valorizza le competenze presenti nei genitori (ipotizzate dal mediatore “ottimista”, che ha fiducia nelle persone e nelle loro capacità).

OBIETTIVI FORMATIVI
Il corso si propone di approfondire le conoscenze sulla mediazione familiare, le sue caratteristiche, gli obiettivi e le metodiche associate a questo approccio di gestione delle separazioni fortemente conflittuali. Verranno analizzate inoltre le caratteristiche del mediatore e la sua interazione con i professionisti e i servizi coinvolti a vario titolo nelle separazioni. Per concretizzare i concetti espressi, si analizzeranno casi concreti e la loro evoluzione in mediazione.

DOCENTE
Dott. Paolo Scotti, psicologo e mediatore familiare, dal 1995 lavora al Centro per il Bambino e la Famiglia, struttura dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo che offre servizi specialistici in situazioni di violenza, abusi sui minori ed elevata conflittualità. Supervisore e formatore per enti pubblici e privati, nel 2016 ha fondato, insieme ad altri colleghi, MEDEFitalia Mediatori della Famiglia – Italia, associazione nazionale di professionisti della mediazione familiare, di cui è il Presidente.

DURATA DEL CORSO E N° DI EDIZIONI
Due incontri di 3 ore per 3 edizioni

PRIMA EDIZIONE:
1° INCONTRO:
Venerdì 2 Dicembre 2022 ore 14.00 – 17.00
2° INCONTRO:
Venerdì 16 Dicembre 2022 ore 14.00 – 17.00

SECONDA EDIZIONE:
1° INCONTRO:
Venerdì 9 Giugno 2023 ore 14.00 – 17.00
2° INCONTRO:
Venerdì 23 Giugno 2023 ore 14.00 – 17.00

TERZA EDIZIONE:
1° INCONTRO:
Venerdì 13 Ottobre 2023 ore 14.00 – 17.00
2° INCONTRO:
Venerdì 27 Ottobre 2023 ore 14.00 – 17.00

MODALITA’ DI EROGAZIONE
Online, tramite piattaforma Zoom.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

ISCRIZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI

Written by: Paolo